giovedì 15 marzo 2012

La Portulaca

Erbe spontanee: la Portulaca

La primavera è il periodo migliore per fare una bella passeggiata nelle campagne e, perché no? Fare la spesa nel “Supermercato del Signore”!

Pensate che questa erba era consumata e coltivata dai nostri progenitori già duemila anni fa… Ed oggi, per lo più viene considerata una “infestante”!

La Portulaca è un erba succulenta. Crescendo spontanea un po’ dovunque, le vengono attribuiti vari nomi (in base alla località). E’ anche conosciuta con il nome di Erba Porcellana. Il suo nome, “portulaca”, deriva dal latino e significa “piccola porta”. Questo nome gli è stato attribuito per via della conformazione delle piccole capsule contenenti i semi che, una volta raggiunta la maturazione, si aprono come una piccola porta.

La fioritura e la maturazione dei semi sono scalari e perciò sulla stessa pianta si trovano, durante tutta l’estate, sia i fiori che i semi maturi. Proprio grazie ai suoi semi, di cui gli uccelli sono molto ghiotti, la portulaca ha una capacità di diffusione enorme.

I semi della portulaca sono piccolissimi e la loro raccolta è praticamente impossibile. Tuttavia, essendo la pianta semigrassa e perciò in grado di trattenere l’acqua, può far maturare i semi anche quando viene estirpata dal terreno; perciò, quando comincia la prima maturazione, essa va prelevata, pulita bene e lasciata all’aria aperta sopra un telo o dentro un sacco di carta fino a che diventa secca. In questo modo si possono raccogliere moltissimi semi ben essiccati, i quali si utilizzano poi interi o macinati e ridotti quindi in farina. I semi si conservano bene; tuttavia, essendo ricchi d’olio, vanno macinati un po’ alla volta per utilizzare solo farina fresca.

Le sono riconosciute proprietà mediche. E’ febbrifuga, tonica, diuretica e depurativa. Molto ricca di Vitamina C, era utilizzata anticamente per combattere lo scorbuto. Ha numerose proteine (circa il 30-40% del peso a secco), calcio, ferro, Vitamine A ed E. Ha il contenuto più alto di omega-3!

Anche in campo alimentare trova largo impiego. Ricordo che da bambina, mia nonna la raccoglieva per farci delle coloratissime insalate miste con pomodorini e rucola appena raccolti dal campo… Ha un sapore leggermente acidulo ma si può migliorare il sapore arricchendolo con condimenti forti (tipo mostarda, yogurt, aceto balsamico, etc) se consumata cruda da sola. Oppure, oltre alla rucola, si può abbinare con menta e crescione, con pomodori e basilico. Mentre per l’insalata si utilizzano solo le foglioline ed i germogli, cotta si utilizza tutta la pianta (fatta eccezione delle radici). Quando è cotta assume una consistenza mucillaginosa che potrebbe non piacere. Per rimediare a questo inconveniente, dopo la cottura, la si può mescolare ad altre verdure dal sapore robusto (da preparare separatamente). Oppure la si può friggere con lo stesso procedimento utilizzato per i fiori di zucchina. Un altro modo per friggerla è quella di infarinarla, passarla nell’uovo sbattuto leggermente salato, e passarla nel pane grattugiato. Sempre cotta, si accompagna molto bene a formaggi, uova sode, e tutti quegli alimenti che assorbono bene.
Ad ogni modo, l’inconveniente della mucillagine risulta molto utile nel caso in cui si vogliano restringere le minestre o gli stufati. Infatti, si possono preparare anche ottime  minestre e minestroni e qualcuno ha osato anche usarla come crema spalmabile sui crostini!

Fresca si conserva in frigorifero per parecchi giorni. Si può anche congelare, ma una volta scongelata è preferibile utilizzarla solo cotta.

Buona RACCOLTA a tutti!!



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