sabato 10 marzo 2012

La Calendula

Le ERBE selvatiche: La Calendula



La Calendula selvatica è uno dei primi fiori che la natura ci regala in prossimità dell'inizio della primavera...
Riconoscerla è facilissimo dall'inconfondibile colore arancione vivo che tappezza i campi incolti (specie nel sud della Puglia).
Questo fiore veniva e viene tutt'ora utilizzato dai contadini per conoscere le previsioni del tempo. Infatti, se al mattino i fiori restano chiusi, vuol dire che durante il giorno pioverà.
Per le sue enormi proprietà viene anche coltivata. Il suo uso è sia alimentare che curativo.

I suoi principali componenti sono olio essenziale, resina, mucillagine, flavonoidi, carotenoidi, saponine e triterpenoidi. La sua colorazione, infatti, è costituita da un pigmento che ha come componente principale betacarotene (oltre che a licopene e vilaxantina).

La calendula ha moltissime proprietà terapeutiche. Per uso interno è un validissimo antispasmodico. Sotto forma di decotto, è utile in caso di ulcera gastrica. Ha proprietà antinfiammatorie e calmanti dei dolori mestruali e presenta anche notevoli benefici nella regolazione del flusso. Per uso esterno (generalmente sotto forma di pomata), ha elevate proprietà cicatrizzanti, è ottima per la pulizia della pelle, accellera la guarigione delle ferite (influenza l'incremento della formazione della fibrina, che si manifesta con una rapida chiusura delle ferite), idrata la pelle. Recenti studi attribuiscono alla calendula anche proprietà anticancerogene (in ambito gastrico). In dermatologia viene utilizzata (in forma polverosa) nella preparazione di creme per curare l'acne e le macchie della pelle. Sotto forma di estratto alcolico ed acquoso determina una riduzione della pressione arteriosa ed una riduzione dell'attività cardiaca. L'attività antibiotica (grazie ai flavonoidi e alle saponine contenute in questa pianta) è indirizzata verso svariati microorganismi, in particolare contro i Gram-positivi (Staphylococcus aureus e Streptococcus betahaemolyticus). I fiori essicati possono essere utilizzati per arricchire i saponi fatti in casa. Si possono poi preparare molteplici ricette cosmetiche, come l'oleolito e tantissime altre ancora che vedremo in altri post. I fiori vengono utilizzati in cucina per prepare brodi e risotti che assumeranno il tipico colore giallo dello zafferano. Le foglie possono essere consumate crude e arricchire le nostre insalate (conferiscono un sapore leggermente amarognolo). I boccioli dei fiori, secchi o freschi, sono utilizzati per aromatizzare salse e condimenti.
Ad oggi non sono noti effetti collaterali oppure controindicazioni associate all'uso della calendula. Potrebbe esserci però una reazione allergica incrociata con altre piante della famiglia Asteraceae/Compositae (tipo la camomilla), ma non di rilevante importanza.

RICETTE con la CALENDULA
Crema alla Calendula
Buone creme a base di calendula sono reperibili in erboristeria, ma se ne può preparare una anche da soli in modo molto semplice. Occorre prendere 20g di fiori freschi di calendula, metterli in un vasetto (anche quelli da conserva vanno benissimo) e ricoprirli con olio di oliva. Mettere il recipiente al sole e lasciare riposare il tutto per almeno 12 ore, in modo che l'olio possa assorbire gli oli essenziali e gli altri principi attivi presenti nei fiori.
Fare sciogliere in un pentolino 5g di burro di cacao
 e 5 g di cera d'api, unire tutti gli ingredienti e lasciare raffreddare. La crema alla calendula così preparata è ideale come idratante per mani e viso, ma si può tranquillamente utilizzare per il trattamento dell'acne, dei foruncoli e delle piaghe da decubito.

Infuso di Calendula
L'infuso di calendula si ottiene mettendo 2 cucchiaini da tè di fiori di calendula, essiccati all'ombra, in ¼ di litro di acqua bollente.
Coprire la tazza e filtrare dopo 10 minuti di infusione.
Berne 3 tazze al giorno si rivela assai utile per regolarizzare il flusso mestruale e curare le mucose del tratto digerente
e dello stomaco in caso di infiammazioni croniche.
L'infuso agisce anche su gengive
e gola infiammata, mentre una garza in esso imbevuta dà sollievo se applicata su ustioni (anche quelle causate dal sole), eczemi, eruzioni cutanee o ferite.

Tintura di Calendula
La tintura di calendula sfrutta maggiormente i principi attivi di questa pianta, e si prepara mettendo a bagno, per 10 giorni, 20g di fiori di calendula in 100ml di alcol al 60%.
Passato questo tempo, si filtra la tintura spremendo bene i fiori prima di gettarli.
La tintura si può usare per tamponare i foruncoli, oppure - diluendola in rapporto 1:10 (una goccia di tintura per 10 gocce d'acqua) - per bagnare garze da applicare su eruzioni cutanee, scottature o ferite.

Pomata di calendula
Si trova in commercio ed è composta da 4g di tintura madre di calendula e vaselinasino a 100g.
La pomata di calendula è un ottimo calmante, che porta rapidamente alla guarigione tagli, lacerazioni, screpolature alle mani ed alle gambe, e piccole ferite settiche.
Per concludere, occorre sottolineare che la calendula non è un antisettico in senso stretto, tuttavia, in sua presenza, i germi non sono in grado di attecchire.

Alcuni consigli

Raccogliere ed essicare i fiori
I fiori si raccolgono tra aprile-giugno e tra settembre-novembre, mentre le foglie durante tutto il periodo di crescita della pianta.
Il passo successivo è l'
essicazione: attenzione a posizionare i fiori e le foglie lontano dal sole e adottare temperature basse per non alterare il colore dei petali.
Si conservano in sacchetti di tela e al buio in recipienti di porcellana o vetro.



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