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martedì 11 dicembre 2012

La pasta fatta in casa

La pasta fresca fatta in  casa!

Oggi vi propongo la pasta fresca fatta in casa.
Sicuramente in giro sul web ci sono una infinità di ricette con mille varianti... Tutte buonissime di sicuro, ma io credo che la ricetta più buona sia quella tramandata di madre in figlia.
 
Cominciamo col dire che con moltissima probabilità non è nata in Italia. E' stata sicuramente importata dal lontano Oriente. Però quello che è sicuro è che in Italia ci siamo specializzati meglio sulla preparazione e sappiamo di certo come cucinarla e soprattutto come condirla! Tanto che è diventata il piatto nazionale e rientra ormai nella famosa dieta mediterranea che tutto il mondo ci copia!
 
La pasta fresca è un impasto di farina di frumento impasta con acqua o uova da cui si ricavano vari formati. Tantissimi sono i formati della pasta che possiamo realizzare anche senza grandi strumenti.. E per ogni formato c'è il suo condimento, ovviamente.
 
Ricetta Pasta fresca "Semplice"
Questa ricetta di base serve per realizzare le orecchiette, strozzapreti, cavatelli...
Ho chiamato così questa ricetta perchè la farina viene impastata solo con acqua e un pizzico di sale.
Per circa 4 persone:
  • 400 gr di semola di grano duro
  • 250 gr di acqua tiepida circa
  • una presa di sale
Versare la semola a fontana sulla spianatoia, incominciare a versare un po' di acqua fredda nella cavità centrale e impastare poca farina. Continuare a versare acqua e a raccogliere e impastare farina fino al suo esaurimento. Alla fine si deve ottenere un impasto liscio ed elastico. La farina non assorbe sempre la stessa quantità di acqua e quindi non è possibile precisare più di tanto la dose.
Coprire con un telo la pasta e farla riposare per circa 30 minuti prima di lavorarla nuovamente per dare il formato.
 
Ricetta Pasta fresca all'uovo
Utilizzate questo impasto se volete relazzare delle pappardelle, tagliatelle, ravioli, lasagne, quadrotti...
Questa ricetta invece prevede l'uso delle uova al posto dell'acqua. Esiste un rapporto tra la quantità di farina e quella delle uova e possiamo dire che metteremo 1 uovo ogni 100 gr di farina a persona. Per cui, se volessimo preparare pasta fresca all'uovo per 4 persone metteremo:
  • 400 gr di farina
  • 4 uova
  • una presa di sale
Disporre a fontana la farina, mettervi al centro le uova, con la punta delle dita amalgamare le uova con la farina. Lavorare il composto con energia, tirandolo, riavvolgendolo, schiacciandolo con i pugni, fino a quando la massa si presenterà liscia ed elastica.
Coprire con un telo la pasta e farla riposare per circa 30 minuti. Una volta che la pasta ha riposato potete procedere a realizzare i vari formati secondo le vostre esigenze.
 
Di seguito vi riporto un piccolo promemoria per colorare la pasta con gli ingredienti preso dal sito di Cucinario dove potrete trovare anche una vasta panoramica dei formati della pasta.
 
Pasta fresca colorata
 

Pasta verde agli spinaci:
Aggiungete all'impasto base per ogni 100 gr. di farina di grano tenero 10 gr. di spinaci, precedentemente sbollentati, strizzati e tritati finemente.

Pasta verde alle erbe:
Per ogni 100 gr. di farina pulite e lavate 1 mazzetto di erbe aromatiche, asciugatele, passatele al frullatore con 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e aggiungete al composto.

Pasta rosa al pomodoro:Per ogni 100 gr. di farina aggiungere 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito in poca acqua tiepida.

Pasta viola alla barbabietola:Aggiungete all'impasto un pezzetto di barbabietola cotta al forno e passata al passaverdure.
Se l'impasto risultasse troppo umido, unite altra farina sufficiente a renderlo più sodo ed elastico.

Pasta marrone al cacao:Aggiungere all'impasto 1 cucchiaio raso di cacao in polvere setacciato.

Pasta gialla alla zucca:Per ogni 100 gr. di farina aggiungere 100 gr. di polpa di zucca cotta al forno (per questo impasto dimezzate il numero delle uova perchè la zucca rende l'impasto piuttosto umido.

Pasta gialla allo zafferano:Per ogni 100 gr. di farina impiegata aggiungere all'impasto 1/4 di bustina di zafferano in polvere.

Pasta nera al nero di seppia:Per ogni 100 gr. di farina calcolate 1 vescichetta di seppia:
Versate il contenuto delle vescichette in una ciotola, diluite con due cucchiai di acqua tiepida.
Setacciate la farina sulla spianatoia, disponetela a fontana, mettetevi al centro le uova, un pizzico di sale e il nero di seppia filtrato.

Uno dei siti che ha fatto un buo video sulla preparazione della pasta fresca è quello di GialloZafferano:
 
 
Alla prossima!
 
Foto e testi appartengono ai ledittimi proprietari.

venerdì 7 dicembre 2012

Cibi Naturali: i Germogli

I Germogli
 
I germogli sono uno degli alimenti più ricchi e vitali di cui disponiamo. Putroppo, in Italia, è veramente difficile trovarli allo stato "fresco", tranne gli ormai conosciuti "germogli di soia" ed è ancora più difficile trovarli di qualità. Ma non esistono solo i germogli di soia... In realtà ne esistono tantissime varietà tante quante sono le specie botaniche edibili! Visto che non si trovano in giro, ho pensato di fare un post per spiegarvi come li coltivo io a casa!!
 
Partiamo dal presupposto che qualsiasi verdura, prima di diventare tale è stata un germoglio, e la maggior parte di questi germogli è commesibile. Soprattutto può essere coltivata in proprio a casa in pochissimo spazio e ottenendo un "orto casalingo" in cui piccolissimi getti di pochi centimetri hanno in se tutte le proprietà e tutte le vitamine della pianta adulta.
 
La coltivazione dei germogli a casa è davvero molto semplice. Basta seguire piccole regole, qualche annaffiatura ed in soli 4 giorni potete già gustare il vostro raccolto!!
 
Per prima cosa vi occorrerà il contenitore che farà da "germogliatore". In commercio ne esistono tanti (a me è stato regalato a Natale scorso), ma per rimanere in tema di riciclo... vediamo come costruircene uno.
 
Germogliatore
 
Sul sito di Erbaviola c'è spiegata molto bene la costruzione di un germogliatore utilizzando i contenitori di plastica in cui sono vendute le carote, o altre verdure.
Ve ne serviranno almeno tre.
Poi seguite tutte le istruzioni riportate nel sito.
In genere sono delle confezioni molto pratiche che non si tende a buttare via perchè possono tornare utili come contenitori...
 
 
Ma se qualcuno volesse acquistarlo, vi indico lo stesso modello che è stato regalato a me. Io mi sono trovata molto bene e sopratutto avendo tre livelli posso far germogliare fino a tre specie di germogli diversi!
Lo potete acquistare sul sito di Macrolibrarsi al prezzo di € 24,50. In questo periodo c'è lo sconto del 10% e costa € 22,06.
Si tratta di tre vaschette rotonde impilabili fra loro da un supporto al centro della vaschetta. Sono tutte forate tranne l'ultima, per cui quando innaffiate, l'acqua dalla vaschetta superiore passa a tutte quelle sottostanti e si deposita nell'ultima.
 
Poi dobbiamo procurarci le sementi da far germogliare.
In commercio ne esistono di tantissime marche. Diciamo che quelle più accreditate  e conosciute in Italia sono Geo, Vogel, Sonnentor e Biofarm. Personalmente li acquisto localmente presso qualche negozio di macrobiotica, oppure dall'Erboristeria di mia sorella. Se invece voglio qualche germoglio più ricercato li acquisto on-line, sempre su Macrolibrarsi.
Vi vorrei dare solo qualche piccolo consiglio sull'acquisto. Se vi rivolgete ad un negozio di macrobiotica, per avere la certezza sdi acquistare semi di germogli provienienti da agricolture biologiche, state attenti ad una cosa: i semi di alfa-alfa, di crescione e di ravanello si devono necessariamente vendere in bustine ma isemi dei ceci, fagioli, lenticchie, etc... non acquistateli ijn bustine! se girate nel negozio, è probabile che troviate allo stesso prezzo della bustina che contiene pochi semi, la confezione da mezzo chilo. Questo per dirvi che i fagioli, i ceci, le lenticchie... ed altri legumi sono tutti germogliabili! e quindi non fatevi infinocchiare dalla confezione specifica!!
Ovviamente non vanno assolutamente bene le bustine dei semi per l'orto perchè subiscono dei trattamenti particolari per andare "sotto terra"!
 
Ora abbiamo tutto il necessario per la nostra coltivazione.
 
Si possono far germogliare quasi tutti i semi, c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma i più indicati e sperimentati sono il frumento (o grano), la soia verde, il miglio, i ceci, i fagioli, le lenticchie, il riso integrale, l'avena, il girasole, e qualunque altro seme commestibile la fantasia vi suggerisca.
Bisogna evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze tossiche.
E' preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, quelli cioè ottenuti senza uso di concimi chimici di sintesi, di diserbanti, di anticrittogamici e altri veleni, per ovvi motivi.
Il metodo più semplice per ottenere i germogli, se non si dispone di un germogliatore apposito, è quello di disporre i semi ben mondati e sciacquati in un piatto fondo con dell'acqua, in modo che vi restino immersi; coprirli quindi con un tovagliolo umido e lasciarli a bagno da sei a dodici ore, a seconda della grandezza dei semi. Al mattino i semi vanno risciacquati ancora e disposti nuovamente sul fondo del piatto, così umidi come sono, ma senza aggiungere altra acqua; vanno nuovamente ricoperti col tovagliolo umido e ancora con un piatto rovesciato, e lasciati germogliare.
 
E' buona norma, qualunque sia il metodo di germogliazione scelto, tenere i semi a bagno per una notte. Il giorno dopo sciacquarli e deporli nel germogliatore. Innaffiare alemno due volte al giorno per 4 giorni e riportli in un luogo buio. Quando saranno spuntati esporli alla luce in modo che si arricchiscano di clorofilla.
Qui di seguito vi metto un video che spiega come far germogliare con il germogliatore che mi hanno regalato:
 
 
In quest'altro video, invece, spiegano come far germogliare i semi usando un boccaccio di vetro:
 
 
Va comunque detto che non tutti i germogli possono essere mangiati crudi. In pratica ci sono alcuni germogli che sarebbe meglio consumare dopo una breve sbollentatura per far si che perdano o meglio, si disattivano gli "antinutrienti" che contengono. Diciamo, in linea di massima che, quelli che si possono consumare crudi sono i germogli di ceci, lenticchie e soia verde. Gli altri è meglio dargli una rapida bollitura. Ma se qualche volta li doveste mangiare crudi, non succede nulla.
 
Allora, pronti con i germogli?
 
Foto e testi appartengono ai legittimi proprietari.
 
 
 
 
 
 
 
 

sabato 14 luglio 2012

Il Pesce: tecnica per pulirlo

PULIRE il PESCE

Dopo aver imparato a riconoscere il pesce fresco, oggi impariamo anche a pulirlo.
La pulizia del pesce dipende molto dalla ricetta. Se dobbiamo fare il pesce alla griglia, non bisogna togliere le squame perchè trattengono l'umidità e se lo grigliamo senza le squame rischiamo di avere un pesce "secco" e arido. Al contrario, se lo dobbiamo fare in tegame, oppure al forno, vanno tolte. Altrimenti rischiamo di trovarcele sparse nel piatto... Ci sono alcune ricette, come l'orata al cartoccio, in cui è preferibile squamare il pesce ma non fondamentale.

Ora, prepariamoci alla pulizia del pesce. Intanto mi avvalgo sempre dei video che riesco a trovare sulla rete perchè vedendo il procedimento è più facile poi applicare quanto viene detto. Consideriamo la pulizia di quei pesci che utilizziamo di più in cucina: Orate, Trote, Branzino, etc.

La prima operazione è l'eliminazione delle pinne. Utilizzando le forbici, tagliamo tutte le pinne. Poi passiamo alla desquamazione partendo dalla coda verso la testa. Se abbiamo l'apposito attrezzo ci eviterà che la cucina si imbratti di squame... se non lo abbiamo, possiamo utilizzare un normale coltello senza sega e mettere il pesce in un sacchetto trasparente in modo che le squame restino tutte dentro al sacchetto. Dopo la desquamazione (che vi ricordo può anche non essere fatta, dipende dal tipo di cottura e dalla ricetta), passiamo alla eviscerazione. Si applica un taglio lungo la pancia, infilando le forbici nell'apertura anale e proseguendo fino alle branchie. Si eliminano tutte le viscere tirandole fuori e poi si sciacqua tutto sotto l'acqua.

Per una maggiore chiarezza, guardate il video:


Un'altra tecnica molto interessante e certamente un pochino più complicata, è la sfilettatura. Imparare questa tecnica è importante se vogliamo ricavare dal nostro pesce fresco, degli ottimi filetti da fare al forno... L'utensile fondamentale è un coltello molto ben affilato.

Sotto vi riporto il video per la sfilettatura. Questo video ripete alcune informazioni utili per riconoscere il pesce fresco; riporta in modo sintetico ma molto chiaro come si pulisce e infine come si sfiletta:


Se decidiamo di sfilettarlo, possiamo utilizzare la testa, la lisca e le pinne per ottenere un ottimo brodo di pesce.

In altri post vi mostrerò, oltre alle ricette a base di pesce, anche altre tecniche di pulizia per i totani, i calamari, etc.

Alla prossima.

Foto e testi appartengono ai legittimi proprietari.




domenica 1 luglio 2012

Il Pesce

Come riconoscere il pesce fresco

Prima di scrivere dei post sulle ricette del pesce, vorrei fare un post specifico su come si riconosce il pesce fresco.

E' importante sapere che ci sono delle caratteristiche specifiche (organolettiche) che se tenute in considerazione, difficilmente ci faranno acquistare un pesce di scarsa qualità.

Innanzitutto, l'odore: Deve essere tenue, gradevole, marino. Se è troppo forte oppure sa di ammoniaca il pesce non è affatto fresco! Il corpo deve essere Rigido, arcuato e resistente. Le squame devono essere aderenti e non devono venir via facilmente se premute. La pelle deve presentarsi lucida, con colori vivi luminosi e cangianti. Gli occhi devono essere in fuori, brillanti, non velati. La cornea deve essere trasparente, la pupilla nera. Al contrario, se l'occhio si presenta infossato, state sicuri che quel pesce non è più buono. Le branchie devono avere un colore roseo oppure rosso sangue se sono marroni non è assolutamente buono. Le carni, infinedevono risultare compatte, elastiche e di color bianco oppure roseo.

Se il pesce non presenta queste caratteristiche, sicuramente è stato congelato, e non vi stanno vendendo assolutamente del pesce fresco! Vi riporto uno specchietto che riassume le caratteristiche che abbiamo considerato:

Ora siete in grado di valutare la freschezza del pesce che andrete ad acuistare. Nei prossimi post, vedremo anche come pulire il pesce...

Buona giornata!

Foto e testi appartengono ai legittimi proprietari.