giovedì 7 giugno 2012

Le creme cosmetiche (Parte IV)


Le mie prime ricette di Cosmetica

Allora? Siamo pronti per cominciare a organizzare le ricette dei nostri primi cosmetici? Vediamo da dove dobbiamo partire (la lista delle attrezzature di base si trova nel primo post sulla cosmetica, ad ogni modo vi farò una breve lista di volta in volta).

La prima e fondamentale regola da seguire è quella dell’IGIENE.
E’ fondamentale che tutti gli strumenti che utilizzeremo siano stati lavati con acqua e sapone, sciacquati accuratamente e perfettamente asciutti. Non farebbe male anche passarli con dell’alcol alimentare. L’alcol non uccide i batteri, ma evita che proliferino.

Iniziamo quindi con le ricette più semplici e banali, per le quali, con molta probabilità, abbiamo già tutti gli ingredienti in casa.

Una cosa importante da sapere è che quando vogliamo preparare una crema cosmetica, la quantità complessiva di crema preparata sarà convenzionalmente di 100 gr. Questo perché è molto più facile calcolare le proporzioni degli altri ingredienti su una scala di 1:100 piuttosto che con altri quantitativi. Quando sarete più pratici, potrete sbizzarrirvi come volete!
Inoltre, anche nelle schede tecniche di tutti i prodotti che un giorno acquisterete (emulsionanti, conservanti, etc.) è sempre su questa scala da 1:100 che trascrivono i quantitativi.

Facciamo insieme un Esempio Pratico.

Supponiamo di voler mettere, nella nostra crema, 20 gr di oli. Peso gli oli e prendo appunti su un quaderno, sottraendo alla quantità totale, i 20 gr degli oli:

100 gr (totali) –
20 gr (oli) =
-----------------------
80 gr (restanti)

Poi, oltre ai grassi, calcoliamo il peso dell’emulsionante. Supponiamo sia 5 gr.
Il nostro calcolo, si arricchisce così:

100 gr (totali) –
20 gr (oli) –
5 gr (emulsionante) =
-----------------------
75 gr (restanti)

A questi calcoli, devo sottrarre anche la quantità di 0,5 gr di addensante e 0,6 gr di conservante:

100 gr (totali) –
20 gr (oli) –
5 gr (emulsionante) –
0,5 gr (addensante) –
0,6 gr (conservante) =
-----------------------
73,90 gr (restanti) che sarà ACQUA

Quindi, nel formulare una crema, si parte dalla quantità totale e via via si sottraggono tutte le quantità degli ingredienti che aggiungiamo. I grammi che avanzano sono la quantità d’acqua che dovremo inserire.

Quanto sopra vi servirà solo per capire in maniera più approfondita come è formata una crema. Al momento, sempre che non  siate dei chimici, non cimentatevi nella creazione ex-novo di una crema, ma affidatevi a ricette già collaudate.

Torniamo al nostro esempio pratico. Stiamo per realizzare una crema con emulsione a caldo (cioè le Fasi A e B saranno riscaldate). Esiste ovviamente anche l’emulsione a freddo (che vi spiegherò più avanti). Una volta appurati gli ingredienti, sempre sul nostro quaderno, appuntiamoci uno schema fisso, che ci aiuterà anche per le altre preparazioni. Lo schema si chiama “Schema delle tre fasi” e sono:

     Fase A: Fase ACQUOSA
     Fase B: Fase OLEOSA
     Fase C: Fase FREDDA

Abbiamo tutti i nostri ingredienti pesati, ora dobbiamo sviluppare le fasi delle nostre ricette. Prima di procedere, vediamo cosa avviene in ogni fase.

FASE ALa Fase A è quella in cui si inserisce per prima l’acqua (questa base liquida può non essere sempre solo acqua. Può, infatti, essere un idrolato, un infuso, etc.) insieme all’addensante-gelificante (che renderà densa la crema), e ingredienti come la glicerina, o tutti quegli ingredienti che hanno la necessità di essere sciolti in acqua (“idro”) e che NON sono termolabili (= sostanza che con il calore si degrada e perde le sue proprietà attive). Questo perché la Fase A andrà riscaldata..

FASE BLa Fase B è la fase dei grassi e degli emulsionanti. Rientrano in questa categoria tutti gli oli vegetali, i burri, le cere, gli emulsionanti, nonché gli antiossidanti come il tocoferolo (Vitamina A). In questa fase, dobbiamo fare molta attenzione ad inserire SOLO ingredienti NON TERMOLABILI. Anche la fase B va riscaldata (salvo che non stiamo emulsionando a freddo).  Se invece emulsioniamo a freddo, utilizzeremo la lecitina di soia come emulsionante e quindi potremo inserire anche gli oli che sono termolabili come gli oleoliti oppure l’olio di rosa moscheta.


FASE C – Questa fase è chiamata a freddo perché avviene quando ormai abbiamo emulsionato la crema (unendo le due fasi A e B) e la crema si è raffreddata. In questo modo, possiamo aggiungere le sostante termolabili. Gli ingredienti della fase C sono senza dubbio gli oli vegetali termolabili (se vogliamo metterli), il conservante e gli oli essenziali. Questi sono quelli di base. A questi possiamo senz’altro aggiungere (con la pratica) tutta una serie di altri ingredienti che possono essere, ad esempio, i principi attivi (lenitivi, antirughe, cicatrizzanti, etc.). Tra quelli più utilizzati abbiamo: il pantenolo, il gel d’aloe, l’allontonina, il sodio ialuronato, l’urea, le fragranze, gli estratti vegetali, le tinture madri, i macerati, e via dicendo. L’importante è che vi ricordate SEMPRE che ogni volta che volete aggiungere qualche ingrediente nuovo dovete andarvelo a studiare per bene, informarvi in che percentuale va utilizzato, a che cosa serve, in quale fase deve essere aggiunto...

Se invece abbiamo emulsionato a freddo (cioè senza riscaldare le due fasi prima di unirle) la fase C è accessoria se non inutile, perché tutto quello che è elencato nella ricetta può essere aggiunto nella Fase Acquosa oppure Oleosa senza alcun problema se si tratta di un ingrediente termolabile perché, come abbiamo già detto, le due fasi non verranno riscaldate. Nulla vi vieta di lasciare fisse le tre fasi qualunque sia la tipologia di emulsione che scegliete (a caldo oppure a freddo). Lasciare le tre fasi, potrebbe tornarvi utile comunque, quando sarete più pratiche, e soprattutto se vorrete inserire parecchi ingredienti per produrre una crema cosmetica elaborata. In genere, io lascio nella terza fase solo il conservante e gli oli essenziali (per emulsioni a freddo).
Ancora, la Fase C è importantissima perché è la fase in cui si misura il pH. Quest’ultimo va misurato solo dopo aver messo tutti gli ingredienti. Va misurato scrupolosamente alla fine perché io non posso sapere se l’olio essenziale mi andrà a modificare il pH dopo che l’ho aggiunto alla mia crema.
L’ambiente pH è sempre segnato sugli ingredienti che acquisteremo.
E cosa facciamo se è più alto oppure più basso?
Si inseriscono dei correttori di pH.
Prepareremo due soluzioni: Una di Acido Citrico (oppure Acido Lattico) che servirà ad abbassare il pH se fosse più alto di quello previsto; ed una soluzione di Soda Caustica al 20% (oppure una soluzione satura* di bicarbonato anche se non garantisce la stabilità della crema in futuro) che servirà ad alzare il pH.

*Una soluzione SATURA di bicarbonato significa che aggiungendo Bicarbonato di polvere in acqua in modo graduale, arriva un punto in cui il bicarbonato non si scioglie più. Quando inizia a depositarsi sul fondo senza più sciogliere abbiamo ottenuto una soluzione satura di bicarbonato. Si lascia in posa per almeno 5 ore e poi si può utilizzare.


Vediamo adesso di capire le proporzioni fisse in cui si devono trovare gli ingredienti:

     Acqua: fino al 70% circa;

     Vitamine A, C (fino al 20% ) e E (0,75% circa) - Queste tre vitamine sono quelle più utili alla pelle.

o       La vitamina C è adatta a tutti i tipi di pelle (grassa, secca, normale), ha una funzione idratante, antiossidante, schiarente e si può usare anche per preparare la pelle all'esposizione solare. In cosmesi viene utilizzato l’acido ascorbico che troviamo sottoforma di Magnesium ascoryl phosphate (la forma più stabile), oppure di Ascorbyl palmitate (antiossidante per il prodotto).
o       La vitamina E (si trova ad esempio sotto il nome di Tocopheryl acetate)  protegge il cosmetico contro l'ossidazione.
o       La vitamina A (presente ad esempio sotto il nome di Retinyl palmitate) è epitelioprotettrice ed è considerata un anti-invecchiamento.

     Glicerina. E' un umettante che serve a trattenere l'acqua libera del cosmetico sottraendola ai dannosi microrganismi. Di solito è presente in percentuali pari al 2%.

     Estratti vegetali. Vengono aggiunti in concentrazioni variabili tra lo 0,2  e il 2-3 per cento. Compaiono con diversi nomi, sempre in latino (come Panax ginseng, Calendula officinal, Daucus carota, Thymus extract, Aloe vera). Hanno una funzione idratante.

     Conservanti. Servono a bloccare gli ioni metallici che possono ossidare il cosmetico. In genere sono presenti in concentrazioni pari allo 0,1 per cento. Sono, ad esempio, EDTA, Diazolidinyl Urea, Methylparaben, Proprylparaben, Disodium.

     Acido ialuronico. Ha una funzione filmogena ed idratante, funge anche da antirughe. Compare ad esempio con il nome Sodium hyaluronate.

Altri ingredienti. Filtro SPF (Sun Protection Factor) per il giorno, PARFUM (nome generico per composti odorosi e aromatizzanti).
E finalmente… siamo in grado di fare le nostre creme!

P.S. – Io suggerisco sempre di informarvi su tutti gli ingredienti, di verificarne l’INCI, di sapere le proprietà e come reagiscono… Insomma! Non accontentatevi di una sola fonte. Per fare bene le creme cosmetiche è fondamentale l’esperienza e la conoscenza!

Fonti da cui mi sono ispirata :
www.naturaebellezza.it 
Altri piccoli spunti sul web...
La mia piccola esperienza...
Alla Prossima.

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