giovedì 14 giugno 2012

Spugne Naturali: La Luffa

LA LUFFA
(Spugna vegetale: ecologica e biodegradabile al 100%)

La Luffa (oppure Loofa) fa parte della famiglia delle zucche (Cucurbitacee). Il suo frutto, simile ad una zucchina ma di dimensioni più grandi, è coltivato e raccolto per  ricavare delle spugne naturali; ma non solo: ha anche utilizzi in campo alimentare e fitoterapico.
La pianta, coltivata anche come ornamentale, è originaria dell’Asia tropicale. Esiste anche allo stato spontaneo, ma il suo habit “naturale” sono le zone con clima caldo. In Italia, si coltiva principalmente in Sardegna e in Sicilia.

Della Luffa non esistono molte varietà (forse circa una decina), ma quella che riveste maggiore importanza è la Luffa Cylindrica (o anche detta Luffa Aegyptica) che viene utilizzata principalmente per ricavarne la spugna vegetale con cui lavare piatti, superfici, corpo…

La Luffa va seminata verso la fine di marzo e la sua coltura richiede molta acqua, con irrigazioni frequenti e abbondanti. Con la maturazione, la polpa del frutto si modifica e, da morbida e commestibile allo stadio giovanile, diventa all'interno fibrosa e spugnosa, e le sue fibre divengono coriacee ed elastiche.

I frutti però, sono commestibili solo allo stato giovanile (dopo diventano amari e fibrosi) e cioè quando somigliano alle nostre zucchine anche se hanno gusto e qualità organolettiche decisamente inferiori! Si utilizza principalmente nelle minestre. La Luffa produce anche i fiori (fiori maschili e femminili, i maschili rimangono allo stato floreale, quelli femminili si trasformano nel frutto) e quelli maschili possono essere consumati in campo alimentare proprio come i fiori di zucchina. L’unica differenza è che mentre i fiori di zucchina li raccogliamo dopo che sono sbocciati, quelli della luffa non devono sbocciare (vanno colti allo stato di bocciolo).

Il fusto, se tagliato, contiene una specie di lattice che viene utilizzato a scopi officinali per la preparazione di saponi e cosmetici. Invece foglie e frutti sono utilizzati nel campo medico. In campo cosmetico, si produce appunto la spugna naturale.

Per poter produrre la spugna, il frutto va lasciato attaccato alla pianta. Maturando il frutto si aprirà dall’estremità superiore facendo fuoriuscire i semi (per la propagazione). Quando è ridotto ad un reticolo di fibre elastiche lo si raccoglie, si pela (togliendo la buccia esterna che a questo stadio essendo secca è molto facile da asportare) e si fa macerare nell’acqua per eliminare gli ultimi residui di polpa (se presenti), di buccia e di semi. Infine si lascia asciugare al sole. Poi la si può letteralmente “affettare” secondo le dimensioni di cui abbiamo bisogno.

La spugna ricavata dalla pianta della Luffa è completamente naturale. E’ ipoallergenica, biodegradabile e garantisce un’ottima alternativa alle spugne tradizionali (sintetiche) in tutti i campi.  Questo perché non le luffe hanno la stessa trama e, a seconda della larghezza delle fibre, può essere utilizzata in tutti i campi.

Quelle meno dure, a trama meno fitta, sono impiegate per l’igiene personale e possono essere utilizzate sia per il viso che per il corpo. Svolgono una azione levigante grazie al massaggio che producono; utilizzando la spugna bagnata ed insaponata, si ottiene un effetto peeling che elimina tutte le cellule morte. Ha inoltre un effetto esfoliante, favorendo il ricambio naturale e lasciando la pelle liscia e vellutata. E’ decisamente meglio (e più delicata) del guanto di crine. E’ altamente igienica perché non trattenendo il sapone, si lava perfettamente e non rimangono residui. E’ anche consigliata per effettuare degli scrub nelle zone “più dure” come i talloni e i gomiti. Infine è un ottimo rimedio contro la cellulite (se usata regolarmente). Quelle “morbide” con una trama molto larga, vengono addirittura impiegate per ricavarne dei dischetti struccanti per il viso.

Quelle a trama più fitta, trovano largo impiego nel campo delle pulizie domestiche: per lavare piatti, stoviglie, tegami e superfici… Dura tantissimo. Quella che io sto utilizzando in cucina per i piatti ha già 4 mesi e mezzo di stoviglie sulle spalle e si è solo un deformata! Ovviamente, essendo un vegetale, quando non si potrà più utilizzare, è riciclabile nella differenziata (umido).

Si ricavano anche solette traspiranti per le scarpe, può essere utilizzato come materiale isolante, per gli imballaggi… Insomma! Il campo di utilizzo della luffa è molto vasto… E se preso in considerazione si potrebbero sostituire tantissimi materiali oggi utilizzati e che sono dannosi per la salute.

Per riassumere quanto detto fin quì, vi invito a visionare questo video che ho trovato su YouTube: Video Luffa.



Ho cercato nei vari negozi della mia città, ma non sono riuscita a trovarla “naturale”. Il mio primo acquisto l’ho fatto su internet da questo sito: SpugnediLuffa.

Ma non mi sono accontata di avere acquistato una scorta on-line. Il mio obiettivo è produrla!Ora sto provando a coltivarla sul mio balcone, ma non sto avendo un grande successo. La prima semina l’ho fatta a Marzo in semenzaio, ed ha avuto uno sviluppo immediato (è spuntata nel giro di una settimana) e anche molto rigoglioso. Il trapianto a fine Aprile non è stato dei migliori per via del clima (abbiamo avuto un aprile caldo… ma maggio freddo e piovoso) e si è bloccata la crescita. Stenta a diventare più grande e robusta. Sto riprovando la semina: questa settimana in balcone direttamente in vaso. Vi farò sapere.

Alla prossima.
Porzia


Fonti:
La mia sperienza personale
YouTube
Notizie più tecniche: Dott.ssa Marina Multineddu

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